WICCA: RITORNO AL PASSATO


La Stregoneria è molto più antica di quanto si pensi, esistente già presso le popolazioni del Neolitico. Persisteva, difatti, un culto primordiale, fondato sulla venerazione della Luna, conosciuta come Grande Madre. Nel corso dei secoli, si evince la sopravvivenza di culti, sfociati sotto diverse sfaccettature, nelle nuove religioni, tant’è che si parla di un mito universale.
In epoca romana, Diana, dea della caccia e delle selve, protettrice delle donne e dei parti, era conosciuta come la triforme.
La figura di Diana sopravvive nei secoli, fino a quando, nella Caccia alle streghe, la sua immagine verrà sostituita da quella del Diavolo.
Venerata nella storia, oggetto di culto e di ritualità, resterà indiscussa protagonista della contemporaneità, attraverso le religioni neopagane che attingono le loro fondamenta proprio dal passato. La Wicca, che ne è indubbiamente la più famosa, conta migliaia di proseliti in tutto il mondo, tanto da aver avuto un riconoscimento ufficiale da alcuni Paesi. Essa fu ufficializzata negli anni ’50 da Gerald Gardner, che raccolse nei suoi scritti gli insegnamenti ricevuti dalla congrega a cui apparteneva, la New Forest Coven.
La Janara, figura ricorrente nelle credenze popolari del Sud d’Italia, etimologicamente deriva proprio da Diana, tant’è che il termine rappresenta un sinonimo di sacerdotessa o seguace di Diana.
Diana vive, nelle vesti della Grande Madre, ancora una volta nei secoli, oggetto di culto, colei che muove il mondo e risiede nella Natura e nelle cose. Diana è l’icona più duratura, che affronta i tempi, e non muore mai; è forse ciò che, di più longevo, la Storia abbia mai avuto.

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