IL MALLEUS MALEFICARUM: IL MARTELLO DELLE STREGHE
Il Malleus maleficarum, letteralmente “il
martello delle streghe”, è un compendio in latino pubblicato nel 1487, un vademecum
del perfetto inquisitore.
Nel clima della caccia alle streghe, i papi avevano
cercato di reprimere il fenomeno emanando una serie di bolle pontificie contro
gli eretici e gli stregoni. È proprio da una bolla papale promulgata da Innocenzo
VIII, la Summis desiderantes affectibus,
che scaturì la stesura del Malleus maleficarum, quando il pontefice ordinò a
due frati domenicani, Jacop Sprenger e Heinrich Insistor Kramer di raccogliere
per iscritto gli atteggiamenti da adottare nei riguardi della stregoneria e di
chi la praticasse.
Il testo mette
in cattiva luce la donna e si occupa di fornire
istruzioni pratiche sulla cattura, il processo, la detenzione e l'eliminazione
delle streghe. Secondo gli autori, infatti, durante un processo, procedendo
contro un’accusata di stregoneria il giudice deve tener conto di tre cose fondamentali:
della fama della donna, degli indizi o dell’evidenza del fatto, degli interrogatori
dei testimoni. Secondo lo Sprenger e il Kramer, l’accusata interrogata sui
delitti di cui è stato informato il tribunale, può confessare immediatamente o
può negare tutto. Nel primo caso, ovviamente il processo sarebbe stato
brevissimo; al contrario, se l’imputato avesse
confessato, il giudice avrebbe potuto procedere alla tortura della stessa.
All’eventualità,
non infrequente, della morte dell’inquisita durante il processo, per le
atrocità a cui era sottoposta, lo Sprenger e il suo collega trovavano una
giustificazione per discolpare il tribunale gettando le colpe su Satana, giunto
a prendersi le legittima preda, sottraendola al rogo.
Il Malleus, che fu il manuale sulla caccia alle streghe più consultato fino al XVII secolo, si può definire a tutti gli effetti un’opera fortemente intrisa di sessismo e
misoginia,cosa per niente inusuale all’ epoca.
Ampio spazio nel testo è dato alle varie tecniche di tortura per estorcere le confessioni e per cercare, sul corpo dell'imputato, lo stigma diaboli, il marchio del diavolo, un punto del corpo completamente insensibile al dolore.



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