LA RUOTA DELL'ANNO
Nelle
religioni pagane e neopagane, l’anno è scandito da una serie di feste, più o
meno importanti, riassunte in quella che viene definita La ruota dell’anno.
Le
celebrazioni più importanti sono rappresentate dagli otto sabbat, divisi in quattro sabbat
maggiori e quattro minori.
I sabbat
maggiori hanno radici antichissime e associati con i cicli dell’agricoltura:
Samhain: si festeggia tra il 31 ottobre e il
primo novembre, conosciuto anche come Capodanno celtico, è la vigilia di
ognissanti, la notte in cui il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti
si fa labile.
Imbolc: si celebra il 2 febbraio, tra il
solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, all’apice dell’inverno. In
questa notte vengono eseguiti riti propiziatori e purificatori. Il termine Imbolc in irlandese significa “grembo” e la festa celebra la fine della
stagione più fredda dell’anno ma allo stesso tempo officia la luce,
rappresentata dall’allungamento della durata delle giornate.
Beltaine: si festeggia tra il 30 aprile e il
primo maggio, detta anche Notte di
Valpurga, è la festività con cui i Celti celebravano l’inizio dell’estate e
la fine dell’inverno. Se Samhain celebra la morte, Beltaine, invece, celebra la
vita. È la festa dei falò che elargiscono benedizioni e rappresenta la metafora
della natura che si desta dopo il lungo sonno invernale.
Lughnasadh: ricorre il primo agosto, in onore
di Lugh, Dio del Sole celtico; si celebra la stagione del raccolto, dopo un
anno di attesa e di lavoro.
I 4 sabbat
minori, invece, coincidono con i due solstizi e i due equinozi:
Yule: celebrato tra il 21 e 22 dicembre.
Ostara: tra il 21 e 22 marzo.
Litha: tra il 21 e 22 giugno.
Mabon: tra il 21 e 22 settembre.


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