INCANTESIMI POPOLARI


Ancora oggi persistono delle usanze popolari, delle tecniche adottate per lo più dalle persone anziane che hanno l’obiettivo di guarire, attraverso una serie di gesti e di
formule, da piccoli malesseri quotidiani.






Guarire dal malocchio



Rito con acqua ed olio



Il malocchio, viene lanciato da chi per motivi di invidia,

gelosia o passione vuole infondere influssi negativi verso la povera vittima e che pro-

cura a chi lo riceve dolorosi e ricorrenti mal di testa oppure può avere effetti ancora più gravi. Il metodo adottato per guarire dal malocchio consiste in un rito tra l’altro

molto diffuso nel Sud Italia, che si svolge nel seguente modo: si utilizzano olio ed acqua al fine di diagnosticare l’effettiva presenza del malocchio e la natura dell’ am-maliatore. Si procede versando 3 gocce d’ olio in un filo d’acqua contenuta in un piatto; se l’olio forma un cerchio il malocchio è stato causato da un uomo, se la forma

è   allungata si tratta di una donna; se l’olio si estende su tutta la superficie indica che

non si ha alcun maleficio. Dopo questa divinazione si procede alla recitazione di una

preghiera segreta e al segnare tre croci sulla fronte con olio per sette volte. Alla fine del rituale, l’acqua viene gettata lontano da casa.
Pare che solo le donne possano eseguire questo rito che viene tramandato di gene-

razione in generazione la notte della vigilia di Natale. In questa occasione, in genere

la nonna, in una riunione segreta in cui sono ammesse solo le donne, spiega alle nipo-

ti il rito e trasmette le formule da recitare per scacciare il malocchio.



Altro metodo per guarire dal malocchio



Dopo aver segnato la testa della «vittima» con una serie di croci, si recita la se-

guente formula:



«Io te sciopero ra capo a’ pere, chi t’è fatt’ male te pozza fa bene

uocchio contruocchio mittingill a’ l’uocchio schiatta riavol e crepa l’uocchio».


Traduzione



«Io ti libero dalla testa ai piedi,

chi ti ha fatto del male deve farti del bene. Occhio (nel senso del malocchio) contr’ occhio, mettiglielo all’occhio
schiatta il diavolo e crepa l’occhio».



Metodo per guarire dalle verruche o porri



Un’anziana donna, da me intervistata, mi ha illustrato minuziosamente la tecnica

che adotta da anni per far scomparire dalle mani porri o verruche, la cosiddetta tecni-



ca dell’ «incantamento» . A detta sua, il metodo sarebbe molto efficace e ne sono di-

mostrazione le molte persone da lei stessa guarite. Di seguito riporto il suddetto pro-

cedimento.



Il guaritore si fa il segno della croce ed inizia a toccare con la mano destra l’area delle mani interessata dall’infezione cutanea. Mentre continua l’operazione, recita la seguente preghiera (ne riporto la traduzione dal dialetto all’italiano):


«San Raimondo, andando per il mondo,

trovò un fungo. Fungo, fungo, fungo raccogliendo,

questa verruca andò distruggendo.

Per la Santissima Trinità e la Virtù che Dio ha dato

questa verruca triste a mare si va a buttare».



Dopo di ciò, il guaritore suggerisce alla persona «infetta» di ritornare a casa, pren-dere una pentola, riempirla d’acqua, gettarvici all’interno tre pugni di sale grezzo e

metterla sul fuoco a riscaldare. Dopo essersi fatti il segno della croce, la parte da sa-nare va poggiata leggermente sull’acqua. L’operazione va ripetuta tre volte e tre volte l’intero rito d’ «incantamento» per essere efficace deve essere reiterato.


Preghiera di guarigione



La stessa anziana che «incanta» i porri e le verruche mi ha suggerito una preghiera

che andrebbe recitata per guarire da qualsiasi malessere fisico; ne riporto la traduzio-

ne in italiano dal dialetto:



«Scappa, scappa male triste

che sei comparso prima della venuta di Cristo.

Per la Santissima Trinità e la Virtù che dio ha dato,


per la Vergine Maria e tutti i Santi in compagnia.

Per San Cosimo e Damiano, uno medica e l’altro sana,

per San Nicola benedetto,

questo male triste a mare si va a buttare».

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